COOPERAZIONE: LE NOSTRE PROPOSTE
 
 
 
Prima di tutto una premessa doverosa: sappiamo tutti quali siano i problemi urgentissimi di molti paesi del Terzo Mondo che vivono nell'indigenza a causa di tanti fattori che citiamo solo per rinfrescare la memoria : sottosviluppo, povertà, debito estero, alto tasso di natalità, disoccupazione, guerre etniche e di religione, fondamentalismo islamico, terrorismo, profughi, emigrazione   forzata e violenta verso i paesi ricchi ecc. ecc.  Sono problemi enormi che si aggravano sempre di più,  è una guerra silenziosa che per fortuna non è ancora diventata guerra d'armi. Per ora è solo una guerra passiva e verbale, ma è
comunque forzata da uomini del Terzo Mondo che spingono alle porte dei paesi occidentali, ricchi e opulenti.
Cosa fanno i paesi occidentali? Si chiudono a riccio e fanno vedere gli aculei e muscoli,  vogliono cioè salvaguardare il loro benessere e si rifiutano di rinunciare a qualsiasi cosa perché lo spirito di conservazione e l'ego che aumenta sempre di più genera paure di ogni sorta che sono di carattere economico, culturale, religioso ecc. ecc. Ne è prova il fatto che nei paesi occidentali e del nord  America fioriscono e si sviluppano movimenti di destra che sono violenti e che predicano il razzismo.  Altro fattore da tenere in considerazione è lo sviluppo tecnologico dei paesi occidentali che ha raggiunto livelli così alti che le macchine e computer hanno aumentato a dismisura la produzione di beni che non si riesce più a commercializzare perché il mercato mondiale è saturo e non si vedono sbocchi se non verso i paesi orientali e del terzo mondo. Anche nei paesi occidentali la disoccupazione è in molte realtà a due cifre e non si vede come possa essere assorbita nonostante   gli sforzi per combatterla.  Non c'è quindi spazio per assorbire lavoratori di altri paesi.  Negli ultimi decenni si è fatta una politica di sviluppo incontrollato e spregiudicata nei paesi dell'estremo oriente, le così dette tigri asiatiche con tassi di sviluppo molto elevati che hanno consentito di smerciare gran parte dell'eccedenza di beni prodotti, ora
però questi paesi stanno immettendo sui mercati mondiali prodotti a costi molto competitivi che stanno erodendo i margini di guadagno costringendo le aziende occidentali ad abbattere i costi con licenziamenti in massa e investimenti in tecnologia sempre più sofisticata.  E' un circolo vizioso senza sbocchi e con conseguenze ben immaginabili.
Come risolvere questi problemi? Noi proponiamo queste soluzioni:
1) Favorire lo sviluppo dei paesi del Terzo Mondo sarà la nostra e loro salvezza, potremo fermare solo così la rivoluzione dei poveri o guerra silenziosa in corso.
2) Se i paesi occidentali e del Nord America si chiuderanno a riccio come sta accadendo sarà la fine per tutti. Per evitare questo occorre dare spazio al solidarismo non solo verbale, ma soprattutto materiale, rinunciando a quel poco che consenta a questi milioni o miliardi di esseri umani di sopravvivere con dignità in attesa che anche nel loro paese si creino le condizioni per uno sviluppo che porti prima di tutto all'autosufficienza alimentare e poi alla crescita graduale.
3) Con lo sviluppo e l'autosufficienza alimentare si creeranno le condizioni anche per una stabilità politica ed economica che porterà a regimi democratici.
4) Dobbiamo impegnarci a costruire e a favorire realmente la Pace in questi paesi perché sappiamo che gran parte delle risorse vengono destinate agli armamenti. ( I paesi occidentali hanno molte responsabilità perché sappiamo che l'industria degli armamenti è la più fiorente sia in termini di volumi che di ricchezza prodotta) Ogni sforzo per la Pace non produrrà alcun frutto finchè non si saranno poste le condizioni per uno sviluppo controllato che deve essere prima di tutto culturale, economico e fondato soprattutto sulla giustizia.
5) Bisogna smettere di favorire pazzi  scatenati che hanno come obiettivo solo quello di dominare il popolo e soddisfare la loro sete di potere.  Si possono dare armi, ma solo il necessario per la difesa e non per attaccare il vicino come è stato fatto fino ad ora.  L'equilibrio delle forze è sinonimo spesso di Pace perché difficilmente si incomincia una guerra se non sì è certi di poterla vincere o almeno se non si ha la
consapevolezza di essere più forti.
6) Tutto deve essere fatto in grande armonia e attraverso il dialogo costruttivo cercando di non chiedere troppo e di essere disposti a dare molto.

Quali sono i mezzi per raggiungere gli obiettivi sopra citati? Noi proponiamo questi:

1) Basta con l'assistenzialismo di maniera, come è stato fatto fino ad ora in cui si sono sprecati migliaia di miliardi senza ottenere dei risultati concreti.  Sappiamo infatti che gran parte di questi fondi  sono andati per acquistare armamenti, per tangenti e per fare delle cattedrali nel deserto.
2)Il problema della fame nel mondo sarà ancora presente per molto tempo, si dovrà quindi per forza assistere con viveri migliaia di poveri, ma questi viveri dovranno essere dati in cambio di qualcosa. Il qualcosa dovrà essere concordato con i governanti dei paesi oggetto dell'assistenza e in forma tassativa, pena l'astensione da ogni aiuto. Le organizzazioni umanitarie internazionali potranno intervenire comeforma di pronto soccorso e di massima urgenza, ma successivamente dovranno essere sostituite o integrate da organizzazioni internazionali dei paesi occidentali che fanno un patto chiaro e concreto con i governanti di questi paesi bisognosi di aiuto.
3) Per generare lo sviluppo in questi paesi poveri occorreranno tanti soldi, ma i maggiori investimenti dovranno essere indirizzati sulla formazione professionale e non solo in infrastrutture.  Occorre cioè investire in cultura attraverso la creazione di scuole di formazione professionale, di agricoltura, meccanica, di manager per formare piccoli artigiani, commercianti, agricoltori specializzati, imprenditori ecc. ecc.  Non si può generare sviluppo se non c'è la cultura del lavoro e della piccola impresa che deve operare in un mercato libero, ma con regole ben precise che non siano solo quelle del profitto sfrenato, ma che consentano spazi per tutti.
4) Sappiamo che tanti paesi del Terzo Mondo sono fortemente indebitati con i paesi ricchi e questo impedisce lo sviluppo perché gran parte delle risorse sono indirizzate verso il pagamento degli interessi e rimborso dei crediti concessi. Occorre che i creditori si accordino su un congelamento di qualche anno dei crediti  o azzeramento del debito da parte dei governi. E' nell'interesse stesso dei creditori questa forma operativa perché   così facendo tutte le risorse saranno indirizzate verso lo sviluppo vero e dopo qualche anno saranno in grado di rientrare dei crediti concessi che oggi sono a rischio notevole.  Per ottenere questo i governi occidentali si potrebbero far carico di garantire in parte i creditori dopo accordi ben precisi con i paesi debitori.
5) Generare solo la cultura del lavoro come indicato al punto 3 non è sufficiente, occorre a nostro avviso creare anche la culture del mercato attraverso alcuni accorgimenti che andiamo a specificare:
a) Le merci e le risorse prodotte dovranno essere prima di tutto indirizzate verso l'interno per soddisfare l'autosufficienza alimentare, tutto ciò dovrà essere fatto in modo graduale ed una percentuale da stabilirsi dovrà essere riservata all'esportazione, prima di tutto verso i paesi confinanti e poi verso i paesi occidentali.
b) I paesi ricchi occidentali dovranno favorire il collocamento delle merci e materie prime sui loro mercati attraverso una corsia preferenziale e con sostegni sui prezzi.
c) No a finanziamenti a fondo perduto, ma contributi in conto interessi su finanziamenti erogati da Istituti internazionali da parte di governi occidentali.
d) Formazione di corsi specializzati per operatori del commercio fatti nei paesi di provenienza delle merci e tenuti da personale qualificato fornito da governi occidentali.
e) Favorire al massimo il volontariato che dovrà recarsi in questi paesi per un periodo adeguato. Il finanziamento in uomini dovrà essere sostenuto per il 50% dai paesi occidentali e per il 50% dal paese che ne beneficerà che dovrà provvedere anche all'alloggio e all'assistenza, se occorre anche alla protezione.

Cosa fare con i soldi che il governo Italiano destina alla cooperazione?

Queste sono le nostre proposte:
1) Si dovranno utilizzare avendo ben presente quanto sopra specificato con la ricerca di coinvolgimento di altri paesi occidentali nel perseguire le politiche indicate.
2)Favorire al massimo le ONG , ONLUNS e organizzazioni umanitarie che abbiano dato garanzia di serietà e che abbiano una lunga esperienza operativa in paesi del Terzo Mondo.
3) Evitare di dare senza chiedere in cambio qualcosa.
4) Condizionare l'aiuto ad un cambiamento radicale delle politiche economiche e di sviluppo, nell'ottica di quanto sopra indicato.
5) Evitare di dare finanziamenti e aiuti a quei paesi che facciano una politica di scontro e che non abbiano a cuore i diritti civili.
6) Dare i fondi pro-quota alle organizzazioni internazionali solo a condizione che ci sia un cambiamento delle politiche di aiuto, almeno insistere per un cambiamento.
7) Favorire in prevalenza progetti che abbiano come obiettivo la cultura del lavoro e del mercato.
8)Investiamo in uomini ed evitiamo di dare soldi per le armi. Dobbiamo essere su quest'ultimo punto molto rigidi attraverso controlli scrupolosi.
9) Semplifichiamo al massimo l'istruttoria delle domande di finanziamento e realizzazione dei progetti con la creazione di uffici che offrano assistenza gratuita e servizi adeguati.
10) Non si può dare solo la canna da pescare, bisogna insegnare la tecnica della pesca, meglio ancora, bisogna accompagnare questi popoli a pescare, nel dare riceveremo tanto, ma nel fare con loro saremo più saggi.

fs Brisighella 02/10/1998
 

 
 

Ass.ne "LA TUA MANO PER LA PACE"
Via Zattaglia 16, 48013 Brisighella (RA) - Fax 0546/81622 - Cell 3487604181
e-mail manoperlapace@racine.ravenna.it